Odessa.Dyuklavita.Odess.Ita

     Alle origini della la fondazione della citta' ci furono parecchi italiani partendo dal fondatore di Odessa "italiano-napoletano G. De Ribas che fu spagnolo solo d'origine" - cosi' scrisse Alessandro De Ribas.

     Ma i primi italiani apparsi da questi parti furono menzionati gia' nel XIII-XIV (senza parlare delle colonie romane che esistevano presso Odessa), quando al posto di Odessa c'era il porto genovese. Gli antichi portali (cioe' carte nautiche) ci hanno conservato il suo nome - Genestra.

     "Il fondatore di Odessa e' il suddito napoletano" - questa frase come se fosse la profezia ha legato per sempre Odessa all'Italia.

casa Donzetti nella via Pushkin (in vecchio - via Italiana) dove abiava poeta A.Pushkin      A. De Ribas scrisse a questo proposito:
     "Vecchia Odessa fu prevalentemente italiana. Il cielo, il sole, l'architettura degli edifici, la pittura nelle chiese, i nomi delle vie - "strade" e "stradelli", le prime navi da Napoli e Messina, i primi negozianti, i primi negozi di alimentari, le prime cantine di vino, la pasta, i primi pomodori e le prime opere liriche furono la riflessione e l'eco dell'Italia benedetta. Non a caso A. Pushkin (il grande poeta russo) che amava e capiva tutte le cose belle, chiamo' gli odessiti - i figli dell'Ausonia felice".

     Il primo consolato italiano ad Odessa esisteva gia' nel 1797 e fu napoletano.
     Il primo poliziotto che apparve nel 1794 fu un italiano.
     Nel 1797 nella giunta comunale c'erano anche gli italiani.
     Anche i mercanti e negozianti italiani apparsero in Odessa fin dai primi giorni della sua esistenza.
     Gia' nel 1797 gli italiani formarono 10% della popolazione della citta'.
     Fin dai primi giorni ad Odessa esistevano le societa' commerciali italiane. Le merci importavano dai porti di Napoli, Genova e Venezia. Furono proprio italiani a portare per la prima volta i pomodori ad Odessa che fino a quel momento non erano conosciuti da questi parti.
     Mercanti italiani tenevano la priorita' nel commercio degli alimentari. Pero' si occupavano anche della produzione di alcuni tipi di alimentari: la pasta, i salumi e i dolciumi. Gia' nei primi anni della vita della citta' esisteva la fabbrica che produceva pasta. E fino agli anni '50 del XIX secolo gli odessiti-italiani avevano i propri panifici.
     La prima tipografia di Odessa (apparsa nel 1804) apparteneva da un italiano - Rosseti. E nel 1818 l'altro italiano divento' capo della tipografia cittadina e la sua attivita' divento' molto piu' vivace.
     All' inizio del XIX secolo la comunita' italiana faceva parte importante nella vita sociale e l'attivita' commerciale della citta'. La lingua italiana era cosi' diffusa che le insegne delle istituzioni e dei negozi si scrivevano in russo e in italiano. Perfino alcune targhette con i nomi delle strade erano scritte in italiano. La lingua italiana fu anche diffusa nell'attivita' commerciale: tutti i conti, le cambiali e accordi si scrivevano in italiano. In quel tempo l'italiano si studiava in tutti gli istituti scolastici della citta'.

     Nel primi anni ad Odessa apparsero cosi' detti "casino' italiani" dove s'incontravano le famiglie dei mercanti per far musica, ballare e giocare a domino.
     Uno dei divertimenti preferiti degli odessiti furono le riunioni che si chiamavano con la parola italiana "conversazione", dove furono diffusi giochi di parole (calembour) in italiano e in francese.

il ristorante di Fanconi oggi

     Larga diffusione degli studi dell'italiano fu il motivo dell'apparizione dei molti libri di testo e manuali. Si puo' dire con sicurezza che Odessa diede i materiali per studiare l'italiano per tutta la Russia. E questo fatto e' confermato dal primo vero dizionario italiano-russo che fu scritto proprio ad Odessa dal professore dell'Universita' di Novorossijsk (oggi e l'edificio dell'Universita' Medica di Odessa) Domenico De Vivo.

     Dagli anni '20 del XIX secolo gli italiani si occupavano del mantenimento dei ristoranti, alberghi, casino' e club.

     I ristoranti (per esempio molto famoso ristorante - il ristorante Fanconi) e le pasticcerie italiani furono molti di moda ad Odessa. Nella citta' c'erano molte cantine di vino italiani.

aereo di Anatra

     Fratelli Anatra furono i fondatori dei primo yacht club. E gia' nel primo decennio del XX secolo Arturo Anatra (il banchiere e imprenditore di Odessa)apri l'aeroclub di Odessa.
la fabrica di aereo di Anatra oggi      Nel 1913 sulla sua base lui fondo la fabbrica della costruzione degli aerei (che esiste fino ad oggi). Nel 1917 questa fabbrica fu terza Anatra "Ansal" per la potenza in Russia.


     Dall'inizio del XIX secolo al primo decennio del XX secolo esisteva il monopolio dei scultori italiani che lavoravano con marmo. Vernetta, Menzione, Molinari, Natali, Tusini, Boschi, Paolini, Gusini questi sono i nomi piu' famosi di Odessa.

tomba di mercanto italiano Caruso

     Negli anni '40 del XIX secolo per breve periodo Odessa ospito' Giuseppe Garibaldi. Ebbe la nave commerciale. Ma nel 1865 il console italiano ad Odessa fu comandore Salvatore Castilia. Fu il famoso capitano della nave che sbarco' G. Garibaldi a Marsiglia.

il scultore Vernetta dei tomba di mercanto italiano Caruso

     Dalla fine del XIX secolo all'inizio del XX secolo il centro dell'attivita' della comunita' italiana si sposto' verso la parte dell'intellighenzia, specialmente quella creativa. Furono gli architetti, gli scultori, gli artisti, i musicisti, i pittori, i professori dell'universita', gli insegnanti di licei e scuole di musica. Ad esempio, gli insegnanti di musica e canto furono prevalentemente italiani.

     Odessa fu ricca degli architetti italiani. Molti edifici di vecchia Odessa furono costruiti principalmente dagli italiani. E anche tra gli appaltatori di lavori da costruzione c'erano parecchi italiani.

     Il primo architetto della citta' appena nata fu italiano Francesco Frapolli.

l'architetto Bernardazzi
la pittura di Basolli

     G. Torricelli, A. Digbi, F. Boffo, Quarneghi, Rossi, Dell'Acqua, G. Scudieri, L. Cambiaggio, F. Morandi, De Vecche, A. Bernardazzi sono i nomi degli architetti piu' famosi.

     Tradizionalmente i cognomi italiani si legano alle opere di pittura dedicate ad Odessa della prima meta' del XIX secolo: L. Manzoni, L. Bocacini, C. Basolli, L. Fazzardi. Se non ci fossero i loro disegni, noi non avremmo avuto l'idea cosi' vasta della vecchia Odessa.



     Si dice che Odessa inizio' dal porto. Ma si puo' anche dire che Odessa inizio' dal teatro. Ci sono poche le citta' dove una delle prime costruzioni era il teatro.

Teatro di opera lirica in Odessa

     "Se iniziare a studiare la storia dell'influenza degli italiani sullo sviluppo del gusto musicale degli odessiti, questa sara' la storia di come invariabilmente, durante tutta la vita di Odessa i nostri melomani furono presi dal temperamento italiano. Come se l'Italia portasse da noi il suo sole e versasse il suo sangue nelle vene degli odessiti. La musica piu' delle altre parti dell'attivita spirituale dell'uomo ha accomunato per sempre l'Italia con Odessa". A. De Ribas, 1917.

     Volendo fare dall'Odessa la citta' piu' bella, il duca Richelieu decide di costruire il teatro ad Odessa (1804 - 1809). Ma gli artisti italiani iniziarono i suoi spettacoli ad Odessa ancora prima della fine della costruzione del teatro e conquistarono subito l'amore universale. Per molti decenni l'opera lirica italiana deliziava l'udito degli abitanti di Odessa e degli ospiti della citta'.
     Molte primedonne italiane e i tenori di stile elevato, illustri musicisti e direttori d'orchestra venivano ad Odessa.
     I primi l'impresario del Teatro Statale furono gli italiani Zamboni, Montovani e Foletti.

     Tra le attrici della compagnia italiana che provocavano ammirazione del pubblico c'erano Adelaida Mariconi, Adelaida Ristori, Bartalucci, A. Ricardi, sorelle Brambille, Arighi, Vitali, Catalani (parente della famosa cantante) e altre belle attrici.
il famoso tragico Grasso      Fra gli artisti ci ricordiamo Bartolucci, Monari, Quadri, Morandi, Di Grasso, il famoso tenore Mario e molti altri.

     Direttore di orchestra fu maestro Luigi Ricci. Dopo al teatro di Odessa fu invitato e diede il suo consenso il grande Donizetti. Ma all'ultimo momento cambio' idea e mando Gervasi al posto suo. Dopo di loro gli ospiti di Odessa erano Marzorati, Sarti, Bertini, Boniccioli, Truffi, Pagani, Pome, Esposito, Grazia, Brambilla e Bernardi.

     Perfino la musica della famosa canzone napoletana "'O sole mio" fu scritta ad Odessa da Eduardo Di Capua che era qui insieme a suo padre nella tournee.

     Alla gloria di Odessa come la citta' musicale favori' anche la musica che si sentiva spesso per le strade, ai mercati e nei cortili della Odessa vecchia. Era la musica di Verdi, Bellini, Rossini, Donizetti nella interpretazione degli suonatori di organetto italiani che dalla mattina alla sera vagavano per la citta'. E di sera loro facevano divertire i visitatori abituali delle cantine di vino.

     Gli italiani di quel tempo avevano grande passione per la politica, piu' precisamente - degli atti eroici di Giuseppe Garibaldi. Non passava una notte quando non risuonarono le canzoni eroiche. Gli suonatori di organetto fecero il furore con l'inno bellicoso "Evviva Garibaldi".

colonada - architetto Boffo

     Fino agli anni '70 del XIX secolo il numero degli italiani continuava a crescere lentamente ma costante. Ma all'inizio degli anni '70 questa crescita della comunita' italiana si fermo'. In questo periodo gli italiani cominciarono a sciogliersi nell'ambiente russo che li circondava. Apparivano i cognomi doppi dove spesso la parte italiana si riduceva in modo irriconoscibile. Gli altri cognomi sparirono proprio grazie ai matrimoni internazionali.
     Per rinforzare la comunanza dei sensi e riprendere i vincoli che li legarono con la patria, dal 1861 gli italiani cominciarono ad organizzare le feste rumorose per festeggiare tutte le date memorabili: facevano i viaggi sul mare, i balli, i banchetti e gli spettacoli. Queste riunioni erano numerose. Ma all'inizio del XX secolo diventassero esigue e in fin dei conti si ridussero alla semplice visita al Consolato.


stemma di Demidoff San Donato Pratolino - villa Demidoff a Firenze      Villa di Demidoff principi San Donato e' situata in Viale Francese. La famiglia Demidoff fu famosa come in Russia cosi' in Italia, a Firenza. Nel 1840 Anatolij Demidoff ricevette il titolo di Toscana - San Donato. Dopo la morte di Anatolij, questo titolo passo' al suo nipote Pavel. Cosi' Pavel e sua moglie Elena diventarono Demidoff principi San Donato. Loro abitavano in Italia in Russia.

     "Nel 1870, alla morte di Leopoldo II ultimo granduca di Toscana, il Pratolino [una villa a Ferenze, adesso anche famosa come Villa Demidoff] e' venduto al principe Pavel Demidoff, uno dei nomi prestigiosi dell'aristocrazia russa. Il nonno di Pavel, Nikolaij [padre di Anatolij], si era trasferito a Firenze nel 1828 come ambasciatore dello zar costruendosi una splendida villa a San Donato, sulla via per Peretola. Con il principe Pavel si mette mano a grandi lavori di restauro: la residenza medicea, ormai irrecuperabile, verra' abbattuta ma la "paggeria", Pratolino - villa Demidoff a Firenze cioe' l'edificio dove erano alloggiati i domestici, diventa una suntuosa dimora, arricchita da preziose collezioni d'arte. Morto Pavel, nel 1885, la proprieta' passa alla moglie Elena e poi alla figlia Maria: infine, nel 1955, e' messa in liquidazione". Pratolino - villa Demidoff a Firenze
     Cosi' scriveva Giuseppe Grazzini nel 1995 nell'articolo "L'ultimo sogno del granduca. Il Pratolino, parco e palazzo dai misteri rinascimentali" nella rivista "Bell'Italia".





     La villa ad Odessa ha la propria leggenda. Eccola:




     La legenda della villa Demidoff principi San Donato.

villa Demidoff ad Odessa villa Demidoff ad Odessa      Dopo la morte di Pavel Demidoff principe San Donato sua moglie Elena abitava a Kiev.
     Alla fine degli anni '90 del XIX secolo si trasferi' ad Odessa.

     Aveva tre figlie e due figli. La figlia minore si chiamava' anche lei Elena. Nell'eta' di vent'anni Elena ebbe fu si fidanzo'. Ma il suo fidanzato ebbe altra ragazza prima di lei - Sonja. Quando a lei giunse questa notizia, decise di vendicarsi con Elena.

     La famiglia di Elena si occupava di beneficenza. Percio' fu facile per tutti andare da loro. Sonja se ne aprofitto'. Quando Elena usci' per incontrarla, ragazza butto' l'acido su di Elena. La sua faccia fu deturpata. Il fidanzato la lascio'.
Elena Demidoff San Donato

     La giovane ragazza non poteva passeggiare di giorno, usciva solo di sera. A lungo tempo Elena soffriva moltissimo e ormai voleva morire, ma i genitori aiutavano la figlia. Questo incubo duro' i cinque anni. Poi lei lascio' Odessa per sempre e arrivo in Italia, a Firenze. Qui Elena si occupava di nuovo di beneficenza. Fondo un ospizio per gli orfani. Si dice che a Firenze su uno dei ponti c'e' una statua di Elena in marmo bianco.






Pulcinella nella notte


il nave nel Pulcinella
     Il bel restorante-pizzeria italiano "Pulcinella" - una piccola isola italiana ad Odessa con la musica italiana e i piatti italiani.
     Il suo padrone e' un italiano-napolitano.      "Pulcinella" si trova nel centro della citta, in Via Langeron vicino al Giardino Pubblico e alla Via De Ribas.






© 2005-2014
http://www.lavita-odessita.com
При любом использовании материалов ссылка на сайт обязательна
e-mail: lavita.odessita@mail.ru