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La colonia italiana ad Odessa



     Per la prima volta gli italiani vengono menzionati nel XIII - XIV secolo, quando al posto dell'attuale Odessa si insediarono delle corti genovesi. Le vecchie carte marine hanno portato fino a noi il suo nome: Ginestra. Così si chiama in italiano il fiore di color giallo che cresce soprattutto nelle steppe a ridosso del mare.

     Il nuovo afflusso di italiani nel sud della Russia aumentò particolarmente dal momento della fondazione di Odessa. A questo contribuì il fatto che, a capo della capitale appena nata del Mar Nero c'era un cittadino italiano, di provenienza spagnola: Giuseppe de Ribas, che ha occupato tale carica fino al 1797.

     Gli italiani apparvero a Odessa proprio il giorno della fondazione della città. Nei primi anni del XIX secolo la diaspora italiana diventò ancora più notevole nella vita sociale e nelle attività commerciali della città, ma la lingua italiana fu così vastamente diffusa che le insegne degli uffici e dei negozi vennero riprodotti sia in russo che in italiano. Nel 1823 persino alcuni cartelli con i nomi delle vie erano in lingua italiana, come ad esempio "Via de Ribas". In quel periodo la lingua italiana a Odessa si diffuse fra i commercianti. Fatture, cambiali, assegni, la corrispondenza commerciale, i conti, tutto ciò veniva riportato in italiano. "Ogni odessita sapeva la lingua così bene che riusciva a ordinare in italiano sia da bere che da mangiare, e in caso di necessità, sfoggiava anche una certa conoscenzasulle parolacce". Così andavano avanti le cose finchè arrivarono Richelieu e Lanjeron e nell'alta società, nelle scuole e nelle case cominci?ò a diffondersi la lingua francese. La colonia italiana era composta in prevalenza da commercianti, marinai e soldati che prestavano servizio all'armata russa. Principalmente erano napoletani, genovesi e abitanti di Livorno. Dietro di loro si susseguivano i rappresentanti dell'arte e della tecnica, gli artigiani farmacisti e i professori di diverse materie.

     Già dal 1798 a Odessa erano giunti consoli napoletani, sardi e corsi. Nel 1862 il consolato sardo è stato convertito in consolato italiano. Le conseguenze dell'arrivo degli italiani furono che, nell'anno in cui de Ribas abbandonò la propria carica, Odessa contava già 7-8mila abitanti, di cui 800 erano italiani, il che significa che formavano il 10% della popolazione totale della città. Per quanto riguarda il vecchio stemma della città, è curioso segnalare che la successione della disposizione delle diciture sullo scudo riflettono la diffusione delle lingue nella città. Durante la solenne cerimonia di presentazione dello stemma di Odessa nel 1798 su un arazzo dorato era stato scritto in lingua russa, italiana, greca e tedesca "Stemma della città di Odessa". E questa è un'altra prova di come l'italiano era la seconda lingua straniera entrata ormai in utilizzo.

     L'indispensabile conoscenza di lingue straniere, fra cui ovviamente si contava la lingua italiana, portò all'insegnamento del russo, del greco, e dell'italiano nel primo istituto scolastico di Odessa, fondato nel 1800. Anche nell' "Istituto della gratitudine", aperto nel 1804, era considerato necessario l'insegnamento della lingua italiana. In qualità di materia indispensabile era insegnato nel liceo "Richelieu" fino al 1837, mentre nel ginnasio "Richelieu" l'insegnamento dell'italiano fu rimosso secondo il nuovo regolamento nel 1864. Nelle istituzioni scolastiche private femminili l'italiano si è insegnato fino agli anni sessanta. Persino nelle scuola religiosa della chiesa evangelica, aperta nel 1824, si insegnava l'italiano.

     Al fine di promuovere l'insegnamento della lingua italiana, apparve a Odessa un'intera serie di manuali e materiali didattici. Si può coraggiosamente dire che Odessa donò a tutta la Russia i mezzi per lo studio della lingua italiana. Ad esempio, il primo vero dizionario italiano-russo fu redatto dal lettore di lingua italiana de Vivo, presso l'Università Novo Rossija (attuale Università Mechnikov). Questo dizionario fu utilizzato sia dai russi nello studio dell'italiano, sia dagli italiani per esercitare la lingua russa. Nei primi anni dell'esistenza di Odessa, poco a poco apparvero i cosiddetti "Casinò italiani". Lì si radunavano le famiglie dei commercianti per ballare, giocare, suonare. Fra i presenti c'erano anche i rappresentanti dell'alta società. Tutti si sforzavano di parlare italiano, che era lingua comune fra tutti i partecipanti. Uno dei migliori passatempi odessiti erano le conversazioni nella quali era in voga utilizzare ogni tipo di giochi di parole in italiano e in francese. Senza alcun dubbio, a quelle spiritose competizioni in italiano non prendevano parte i commercianti, ma il pubblico che frequentava l'opera italiana, l'alta società odessita.

     Per rafforzare il sentimento comune e rinnovare i legami, coloro che erano legati alla patria organizzavano chiassose feste per ogni anniversario memorabile, iniziando dal 1861: viaggi al mare, balli, banchetti, rappresentazioni teatrali. Questi eventi furono numerosi. Qui si incontravano i rappresentanti dei giri d'affari che non erano riusciti ad incontrarsi per qualche mese. Ma all'inizio del XX secolo questi incontri si fecero sempre più rari e, alla fine, si ridussero ad una semplice visita in consolato.

     Gli italiani stanno pure alle origini dell'Odessa teatrale. E non solo, nel corso di dieci anni diedero una spinta alla vita teatrale della San Pietroburgo del sud e anche il repertorio fu italiano. La gloria di Odessa come città musicale, sta nel fatto che nella mentalità degli odessiti, sin dalla fondazione della città, sono stati posti dei geni musicali. E ancora, non solo a teatro, ma anche per le strade, nei mercati, nei cortili della città riecheggiava la musica di Verdi, Bellini, Rossini, Donizetti, eseguita dai suonatori di organetti a manovella, che dal mattino alla sera vagavano per la città, e che la sera si rilassavanonegli scantinati delle enoteche e nelle trattorie.

     Già nei primi anni di esistenza della città gli odessiti italiani gestivano grandi panificie pastifici. Il pane veniva distribuito in tutta la Russia e ce n'era davvero di tutti i tipi, mentre i pastifici rifornivano tutti gli stranieri e poche corti russe. I primi poli commerciali della città erano italiani, apparsi nel periodo che va dal 1794 al 1802. L'attività commerciale degli italiani raggiunse un considerevole sviluppo nel periodo fra il 1820 al 1850. Gli italiani vennero riconosciuti ufficialmente nel commercio mondiale degli agenti di cambio e navali. In quel periodo gli italiani gestivano ristoranti, bar, pasticcerie, casinò, hotel, e alcune di queste attività rimasero fino alla fine del XIX secolo. Ad esempio, il bar Fanconi, un locale lussuoso di alta moda, pasticceria, fu aperto a Odessa all'inizio degli anni 70 dell'800, acquistando prestigio nella città e popolarità nelle sfere pià alte. E quando fu realizzata la nuova Borsa, allora la pasticceria serviva a tutti gli azionisti di Borsa come luogo per concludere grossi affari. Gli italiani detenevano la supremazia del commercio e della produzione gastronomica. Gestivano anche cantine di vini e trattorie.

     I gioiellieri italiani, gli scultori e gli artigiani dei manufatti in pietra (i marmisti) diventarono famosi a Odessa sin dalla nascita della città e fino all'inizio del XX secolo, vale a dire fino alla rivoluzione del 1917. Il vecchio cimitero, che purtroppo ora non c'&erave; più, fu reso famoso dai suoi maestosi monumenti-lapide, dalle sculture, dalle cappelle sopra le cripte create con l'utilizzo di rari tipi di marmo, granito, labradorite e ghisa. Parte di questi veniva importata dall'Italia, ma la maggior parte dei manufatti veniva commissionata presso i maestri italiani del posto. Già a metà del XIX secolo gli artigiani italiani a Odessa conquistarono il monopolio per la produzione di monumenti, camini, sculture destinate ai giardini pubblici. I marmisti possedevano senza dubbio un alto senso del valore e della qualità. Considerando la propria attività un' "artistocrazia artigianale" o una "confraternita artistica", si sistemarono con i loro atelier in centro città.

     Si prese l'abitudine di collegare i cognomi italiani agli architetti che furono alla base della fondazione della città fino al 1917. Molte meravigliose costruzioni di Odessa furono costruite proprio da italiani, non solo architetti, ma anche i costruttori italiani giocarono un ruolo fondamentale, e senza di loro la genialità dell'architetto non avrebbe preso vita. Gli italiani diedero un aspetto particolare alle costruzioni della nostra città. Il genere preferito dagli italiani: le facciate abbellite immancabilmente da colonne. Gran parte degli italiani erano anche maestri di musica e di canto. Nella metà del XIX secolo la fabbrica della lavorazione del legno dei Vannini fu un'incredibile comparsa. I nomi italiani si ricollegano anche alle opere artistiche. Se gli artisti italiani non ci avessero lasciato i loro dipinti con le vedute della città, sapremmo davvero poco di come Odessa appariva nella prima metà del XIX secolo.

     Pochi sanno che gli italiani hanno contribuito notevolmente allo sviluppo della tipografia a Odessa. La prima tipografia nacque a Odessa nel 1804 e apparteneva proprio ad un italiano. Nel 1814 fu acquistata dall'amministrazione cittadina. Quattro anni dopo, nella tipografia della città fu invitato un nobile italiano grazie al quale l'attività della tipografia rinacque fortemente.

     Verso la fine del XIX secolo il commercio era diventata l'attività principale di pochi italiani. Il centro dell'attività della diaspora italiana si spostò soprattutto versol'intellighenzia artistica: architetti, scultori, artisti, musicisti, pittori, professori universitari, insegnanti del ginnasio, scuole di musica.

     Già verso la fine del XX secolo non figuravano in città commercianti italiani, e sparirono completamente le cantine di vini italiane e gli hotel. Alcune famiglie aprirono uffici di traduzione, di rivendita, di spedizione, e apparvero anche uffici di produzione e officine. Comparvero dottori italiani. Ma si conservarono i grandi bar-pasticceria. Una parte dei primi italiani della diaspora diventarono proprietari di terreni, di case.

     Nel XIX secolo fino agli anni '70 l'afflusso di italiani cominciò a crescere sempre più lentamente, pur non cessando mai. Partendo dagli anni '70 del XIX secolo, questo afflusso si bloccò e allo stesso tempo gli italiani cominciarono a dissolversi nei territori russi circostanti. Apparvero cognomi doppi che portarono all'irriconoscibilità della parte italiana, e molti cognomi italiani scomparvero del tutto nei matrimoni misti.

     Nel 1905 Sperandeo (professore presso l'Università di Novo Rossija, insegnante di lingua italiana, presidente dal 1901 del comitato della società nazionale italiana Dante Alighieri, ha vissuto a Odessa fino alla rivoluzione del 1917) ha individuato in Odessa 50 cittadini italiani in totale: i restanti 600, secondo lui, erano italiani solo di nome. La rivoluzione del 1917 ha portato gli italiani a tornare in Italia, altri si sparpagliarono in altre città. Durante il periodo sovietico si contavano a Odessa alcune decine di italiani, ma la maggior parte di loro quasi non conosce la propria lingua madre. Ora, quelle persone che portano cognomi italiani dichiarano di non esserlo e non sanno nulla al riguardo. Ma secondo la mia opinione personale, l'Italia tornerà di nuovo a Odessa. Ad esempio, mi capita spesso di sentire all'improvviso per le strade, soprattutto in centro, la cadenza italiana, mi volto, e vedo un'intera famiglia italiana. Nella nostra città ci sono diverse attività, dai negozi, saloni, boutique, ai diversi bar, e tutti portano nomi italiani. A volte sono semplicemente parole italiane, più frequenti sono cognomi e nomi, ma anche nomi italiani traslitterati in cirillico (ad esempio Pizzeria - Пиццерия, Trattoria - Траттория) nelle quali domina un'atmosfera tutta italiana e "risuona la voce dell'Italia d'oro". A Odessa si trova la rappresentanza consolare del consolato italiano in Ucraina. Odessa-Italia che testimonia la permanenza dei cittadini italiani nella nostra città.

     Odessa rimane sempre aperta a nuove piacevoli sorprese, come nel XIX - XX secolo, così come nel XXI secolo.



     Dalla sezione in russo di questo sito (www.lavita-odessita.com) "Le colonie italiane nel sud della Russia"


     = Traduzione di Erika Perico, studentessa presso l'Università di Interpreti e Traduttori, Forli =




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